Petroff nel paese delle meraviglie.
Se c'è un paese dove i Deus ex machina della tragedia greca prendono forma e si manifestano è la Russia. E' un paese magico, dove un Petroff qualsiasi, ragioniere, sposato con due figli e un'utilitaria in garage, si alza la mattina e si compra una compagna petrolifera all'asta con offerte che superano quelle della Rosneft, monopolista statale e quarta azienda per capitalizzazione mondiale.
Si, c'è un paese dove la magia prende vita, dove la favola è possibile. Altro che sogno americano. Qui ragionieri comunali lanciano OPA sui monopolisti che nemmeno i Shell e i BP si sognano di lanciare. Qui oscure aziende di provincia rivelano bilanci da multinazionali americane.
Magie, giochi di prestigio e un formidabile Deus ex machina che dispensa milardi di dollari (miliardi!) con una mano generosa che ora tocca oscuri burocrati, ora azienducce di provincia.
E' ciò che è accaduto per l'ennesima volta all'asta per i resti della Yukos. Un'oscura azienda, la "PROMM", intestata come nelle barzalette ad un ragioniere , ha offerto per il relitto della Yukos 5 (cinque!!) volte il prezzo di partenza, superando il monopolista Rosneft (che ha la capitalizzazione di tre volte la FIAT, per dare un riferimento).
Di che si occupa la "PROMM"? Si stampa forse i soldi in cantina? Dicono di no. Perchè il titolare è un ragioniere del comune? Non ci diranno pure che è un imprenditore part time.
A quando il pensionato Petroff che vende, con sede a casa sua, le armi in Siria, visto che il governo russo con le sue aziende "ufficiali" non lo può fare per l'embargo internazionale?
A presto, c'è da giurarci...
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